Crédit Agricole: un attore della giusta transizione
Leader mondiale dei Green Bond, pioniere dei finanziamenti in materia di clima, Crédit Agricole è un attore impegnato nella transizione energetica. La sua responsabilità nei confronti della società si concretizza nella ragion d’essere del Gruppo.
Lo scorso giugno, il gruppo Crédit Agricole ha pubblicato la sua strategia di sostenibilità connesso al programma a medio termine Ambitions 2022. Vero e proprio fondamento degli impegni del Gruppo in tema di clima, questa strategia è allineata all’Accordo di Parigi. La sfida fondamentale è accompagnare mediante la sua politica di finanziamento e investimento la transizione energetica.
Ciò significa due cose:
- Finanziare i grossi investimenti che devono essere realizzati per giungere a un’offerta energetica in linea con gli obiettivi di riduzione del processo di riscaldamento globale definiti durante la COP21;
- Ridurre il finanziamento sulle energie che emettono grandi quantità di CO2, in particolare i combustibili fossili.
La quarta edizione del Climate Finance Day, che si è svolta il 29 novembre scorso, ha avuto come tema la giusta transizione. Questo evento internazionale, i cui sponsor principali sono Crédit Agricole S.A. e Amundi, riunisce gli attori più importanti del settore della finanza internazionale impegnati nello scambio e la ricerca di soluzioni alle problematiche legate al riscaldamento globale. L’argomento viene trattato anche dalla COP25 attualmente in corso a Madrid fino al 13 dicembre.
Che cos’è la giusta transizione?
Affinché una transizione possa definirsi giusta è necessario che funzioni su tre livelli: energetico, sociale e territoriale.
La sfida climatica non è quindi solo ambientale ma anche locale e umana. Il successo della transizione energetica necessita di grossi investimenti che siano anche accettabili a livello sociale. Il problema che dobbiamo risolvere è quello di dare accesso a tutti a un’energia pulita.
Per fare in modo che la transizione energetica abbia successo è necessario rispondere a una forte richiesta dei paesi in via di sviluppo e al contempo bisogna ridurre in modo drastico le emissioni di CO2. Ciò implica che l’importanza degli investimenti e il loro ritmo siano adattati al livello di sviluppo di ogni paese.
Ma non solo: è necessario che il costo degli investimenti sia suddiviso in modo equo tra le popolazioni di ogni paese. Questa transizione energetica non deve essere vista come una minaccia. Si tratta anche di una formidabile opportunità di crescita e di creazione di occupazione sia nei paesi sviluppati che nei paesi emergenti. Da questo punto di vista, non vi è opposizione tra economia ed ecologia, non più di quanta ve ne sia tra economia e sociale.
In che modo il Gruppo contribuisce a questa giusta transizione?
Abbiamo preso l’impegno di ridurre i finanziamenti alle energie a forte emissioni di CO2; per questo abbiamo deciso di svincolarci totalmente dal finanziamento del carbone termico entro il 2030 per quanto concerne l’Europa e l’OCSE ed entro il 2040 per il resto del mondo. Ci adeguiamo a questo proposito alle ultime raccomandazioni dell’istituto Climate Analytics. Consideriamo inoltre che tali date siano da considerarsi limite e che intendiamo fare quanto necessario per anticiparle, se possibile.
Inoltre, riteniamo che sia nostra responsabilità inviare un segnale a tutte le imprese nostre controparti in materia di finanziamenti o investimenti per incoraggiarle a impegnarsi a favore della transizione energetica. Il metodo che intendiamo utilizzare consiste nel valutarle sulla base dell’obiettivo della transizione energetica e di migliorare, eventualmente, i loro costi di finanziamento in funzione della valutazione. Si tratta quindi di un forte incoraggiamento.
Lo stesso vale per la gestione dei portafogli d’investimento di Amundi: questa valutazione sarà uno dei fattori che condurranno a sovrastimare o sottostimare i titoli emessi da un’azienda.
Accompagnare gli attori nel percorso dell’Accordo di Parigi
Crédit Agricole intende svolgere un’azione d’incentivazione per accompagnare gli attori nel percorso dell’Accordo di Parigi. Da due anni, CACIB ha adottato un meccanismo interno che consente di ridurre il prezzo di cessione interno della liquidità quando il progetto finanziato è considerato green. Abbiamo inoltre già stanziato delle risorse molto importanti al finanziamento degli investimenti nelle energie a basse emissioni di carbonio.
A titolo esemplificativo ricordiamo quanto segue:
- CACIB è stato nel 2018 e 2019 leader mondiale nell’emissione di Green Bond. Recentemente CACIB ha realizzato diverse operazioni innovative. Possiamo citarne due:
- Emissione di un Transition Bond sottoscritto da un investitore unico (il gruppo Axa). I fondi corrispondenti finanzieranno dei progetti energetici che si iscrivono appieno in un’evoluzione verso un’offerta energetica a basse emissioni di carbonio;
- Crédit Agricole, per conto proprio, ha appena emesso due obbligazioni green in ottobre e poi in novembre oltre due miliardi di euro per il rifinanziamento di progetti di energie rinnovabili di CACIB e delle Casse regionali che operano sul territorio. - Amundi è il leader nella creazione di fondi Green Bond. La creazione di questo tipo di fondi è un elemento essenziale per lo sviluppo di un mercato dei Green Bond. Amundi l’ha fatto nel 2018 nei confronti dei paesi emergenti creando un fondo da 1,4 miliardi di euro con l’IFC (filiale della Banca Mondiale) e poi in Europa nel luglio 2019 con il lancio di un fondo Green Bond da 500 milioni di euro con la Banca Europea degli Investimenti e infine in Asia dove è stato recentemente lanciato un fondo Green Bond da 500 milioni di euro con la Banca Asiatica degli Investimenti per le Infrastrutture (AIIB).
- LCL e le Casse regionali sono molto coinvolte nella transizione sociale dei territori con vari esempi di progetti. Con il supporto di cinque Casse Regionali, la regione Alvergna-Rodano-Alpi, ad esempio, ha lanciato il programma Zero Emission Valley che punta a costruire una filiera di eccellenza attorno alla mobilità idrogeno attraverso lo sviluppo di una ventina di stazioni e di una flotta di 1.000 veicoli privati, utilitarie e di trasporto. Altro esempio con la Cassa regionale Pirenei Guascogna che ha finanziato la costruzione di una nuova centrale di gas metano che combina un impianto di cogenerazione che produce energia a partire dai rifiuti agricoli, riduce le emissioni di gas effetto serra e crea occupazione.
Il ruolo dei poteri pubblici è fondamentale
Siamo convinti che l’azione delle aziende e del sistema finanziario troverà maggiore forza se beneficia di un impulso a livello europeo. Questo impulso dovrà riunire tre aspetti:
- Una politica energetica coordinata;
- Un impegno consolidato per finanziare gli investimenti in Europa, ma anche nei paesi emergenti;
- La definizione di standard di analisi comuni.
Per quanto concerne il gruppo Crédit Agricole, l’impegno a favore della giusta transizione è la conseguenza naturale della sua identità di origine, confermata nel progetto del Gruppo “Ambitions 2022” così com’è stato appena costruito.
Il percorso sarà lungo e avrà bisogno di continui aggiustamenti, ma è motivante per i nostri soci, azionisti, collaboratori e clienti.